Ricerca Filas sul rapporto PMI e Atenei

Le piccole e medie imprese del Lazio non possono contare su una collaborazione consolidata con le università e i centri di ricerca: l'innovazione avviene ancora in modo poco sistemico e per necessità.

Nel Lazio circa 1/3 delle pmi che si dichiarano innovative utilizza gli investimenti destinati alla ricerca e sviluppo o collabora con le università e i centri di ricerca: i miglioramenti apportati dipendono dagli input derivanti dal mercato, dalle collaborazioni con clienti e fornitori, dalle esperienze maturate all'interno dell'azienda o per l'acquisto di impianti, strumenti e software high tech. Ciò emerge da una ricerca condotta dall'Università Luiss e Filas su un campione di 680 aziende laziali.

Solo il 17,6% collabora con enti esterni, e la percentuale non cresce di molto per le aziende più innovative che investono in ricerca. Gli stimoli principali all'investimento risultano essere l'acquisizione di un vantaggio competitivo, il supporto finanziario di enti pubblici, la presenza di competenze e un'organizzazione adeguata, mentre i motivi che frenano le aziende sono riconducibili alla scarsa utilità degli investimenti per il proprio business, alle risorse finanziarie insufficienti e ai problemi organizzativi.

Generalmente le aziende che non investono nella ricerca non credono in una inversione di tendenza; eppure una cooperazione con gli organismi deputati alla ricerca è fondamentale per il superamento delle difficoltà che le pmi si trovano a dover affrontare.

Troppo spesso le collaborazioni nascono in modo casuale: per stringere rapporti di collaborazione con enti esterni è necessario un how know adeguato (l'innovazione deve essere un obiettivo consapevole) e affinchè nasca un rapporto stabile è necessario ke le università comprendano i bisogni delle pmi.

L'aggregazione fra imprese potrebbe essere una soluzione per l'abbattimento dei costi e il governo dovrebbe poi impegnarsi a garantire agevolazioni fiscali per le pmi, in quanto le dimensioni ridotte rappresentano un grave limite per l'innovazione.

Tor Vergata può contare sulle sue eccellenze nei settori dell'energia, dell'informatica e delle nanotecnologie: per questo è all'avanguardia per ciò che riguarda la creazione di rapporti tra pmi e ricerca ed è in cima alla classifica regionale degli spin off universitari.

Da sempre attenta all'organizzazione di strutture dedicate alla ricerca, Tor Vergata supporta le pmi.

Le aziende investono ancora troppo poco nella ricerca rispetto al resto d'Europea, ma la Regione si sta muovendo per cambiare questo stato di cose, pubblicando bandi che prevedono l'obbligo per le pmi di presentarsi insieme ad enti di ricerca come partner dei progetti.

Uno dei problemi principali è legato all'essenza di comunicazione e informazione: per risolvere tale problema si sta lavorando alla creazione di un anagrafe della ricerca on line, che servirà per diffondere le attività delle università.

Altre iniziative riguardano la creazione di un regolamento sulla proprietà intellettuale che dia alcuni vantaggi alle imprese che decidono di investire in ricerca e di una commissione brevetti che possa diffondere le scoperte.


http://www.filas.it/Focus.aspx?ID=135

 




 

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